Amore e odio: cosa significa tifare il Bari, la vecchia stella del Sud

Che fine ha fatto il Bari? Dove sono finiti i galletti biancorossi che infiammavano gli stadi di tutta Italia? Purtroppo il Bari negli ultimi anni si è fatto da parte e ha lasciato i palcoscenici più importanti del calcio italiano per ripartire dalla Serie D. L’ultimo clamoroso fallimento della società ha lasciato una ferita indelebile nel cuore dei tifosi biancorossi, abituati da sempre a soffrire per questi colori che a volte possono sembrare maledetti. L’amore per il Bari è difficile da spiegare, ma è facile da vivere sulla propria pelle semplicemente girando per i vicoli della città vecchia per ammirare la cultura del calcio barese: si può sentire una coppia di anziani che passeggia mangiando una focaccia calda rimpiangendo i vecchi tempi, si può apprezzare la presenza di tanti ragazzini che giocano per strada sperando di ripercorrere le gesta dei tantissimi talenti baresi che hanno indossato la maglia biancorossa.

Bari: la storia del club

La squadra di calcio del Bari è parte integrante della storia della città ed è nata nel lontano 1908 per iniziativa di Floriano Ludwig, un austriaco che nel retrobottega della sua azienda tessile nel cuore del centro cittadino diede vita ad un sodalizio su cui poi si sarebbe basata l’intera storia del club. Floriano Ludwig si occupò per ben trent’anni degli aspetti dirigenziali e organizzativi del Bari e la sua eredità è racchiusa in un emblematico striscione che copre parte dell’anello inferiore dello Stadio San Nicola: “Sappiate amare la Bari, sappiatela custodire e guardatelo sempre con occhi da innamorati”. Vent’anni dopo la fondazione del sodalizio, una delle vicende che ha contribuito a creare un forte legame tra la squadra di calcio e la città è stata la scelta del simbolo del club: fu proposto un referendum rivolto ai tifosi in cui si invitava a scegliere l’emblema della squadra tra gli aquilotti, i pettirossi, gli scoiattoli, le gazzelle e i galletti. Fu proprio il simbolo del galletto a vincere e a diventare una vera propria icona che anche ai giorni nostri è carica di significato.

Il Bari si è sempre distinto per far emergere giocatori di altissimo livello che si sono riusciti a imporre anche ai massimi livelli internazionali, mostrando sempre la bontà del vivaio biancorosso equiparabile a una vera a propria fucina di talenti purissimi. Nel corso dei tanti anni, i tifosi del Bari hanno dimostrato un grande attaccamento ai colori, testimoniato dai numeri clamorosi mostrati nelle trasferte: solo negli ultimi anni si possono registrare i ben 12.000 tifosi nel settore ospiti contro la Roma, ma anche i 6.000 contro la Lazio e i 5.000 a Firenze, Milano e Bologna. Nonostante questo amore viscerale provato in maniera incondizionata, i tifosi biancorossi purtroppo dovuto subire gravi umiliazioni. Per quanto riguarda la storia recente, fa ancora male lo scandalo calcio-scommesse nella terribile stagione 2011/2012 che si concluse con l’ultimo posto in campionato della squadra biancorossa. Questo terribile evento fu solo il preambolo in vista di altri brutti episodi, come il fallimento pilotato nel 2014, quando il presidente Matarrese portò i libri societari in tribunale. Il fallimento fu evitato in extremis, ma col senno di poi sarebbe stata a tutti gli effetti una liberazione e un’occasione per ripartire da zero. Purtroppo il destino aveva in serbo un altro piano per il Bari, il cui titolo sportivo fu acquisito da una cordata guidata dall’ex arbitro Paparesta e formata da presunti investitori dall’identità ignota.

Bari, da Giancaspro a De Laurentiis

Dopo anni passati nella mediocrità e nell’anonimato, il socio di minoranza Cosmo Giancaspro prese le redini della società in maniera autonoma e la portò ad un disastroso fallimento in appena due anni. E così, in un solo colpo, i 110 anni di storia del Bari furono letteralmente cancellati. Questo ultimo avvenimento è stato a dir poco tragico per la tifoseria, che non ha abbandonato il club e lo hanno supportato per propiziare la sua rinascita. La famiglia De Laurentiis ha acquisito il titolo sportivo del Bari con l’obiettivo di far cantare nuovamente i galletti, che trovano sempre la forza di rialzarsi anche dopo la più brutta delle umiliazioni. Tutti i supporters biancorossi si sono stretti attorno alla squadra che è ripartita dalla Serie D, seguendo i giocatori in massa in tutti gli stadi della provincia siciliana, campana e calabrese. Il record di 20.000 persone al San Nicola rappresenta un record clamoroso ineguagliabile nella storia dei campionati dilettantistici. E così i tifosi del Bari stanno seguendo un passo alla volta la rinascita della propria squadra dalle ceneri, sperando un giorno di poter apprezzare nuovamente i big match in Serie A dopo tanta sofferenza. Non ci resta quindi che aspettare il ritorno della vecchia della del Sud, pronta a regalare altre gioie e sofferenze ai suoi unici tifosi.

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