Inter, mercato top o flop? Come i nuovi acquisti si sono integrati nella rosa nerazzurra

All’alba di una nuova sessione di calciomercato invernale, caratterizzata da una “austerity” imposta a tutti i club colpiti economicamente dalla pandemia di COVID19, urge una considerazione per quanto riguarda le big della Serie A e come gli acquisti estivi abbiano influito (negativamente o positivamente) sulla stagione 2020/2021 giocata fin qui. Prima su tutte, l’Inter di Antonio Conte che è protagonista, volente o nolente, di ogni sessione di calciomercato. Abituata ai colpi dell’era Moratti e al meno glorioso periodo di transizione prima dell’arrivo degli Zhang, la società di Viale della Liberazione ha sempre fatto parlare di sé per gli acquisti effettuati, specialmente nelle ultime stagioni. Su tutti, l’arrivo di Lukaku ha destato scalpore per il prezzo del cartellino, considerato l’acquisto più costoso della storia dell’Inter, anche se poi il gigante belga ha dimostrato sul campo che quel prezzo così alto è stato totalmente ripagato a suon di gol. Nonostante ciò, la società nerazzurra non ha mai perso l’occasione per investire su nuovi giocatori che possano andare a completare lo scacchiere Contiano e riportare qualche trofeo a Milano. Ecco perché, sebbene il mercato estivo all’alba delle nuova stagione 20/21 sia stato caratterizzato da tanti prestiti o acquisti a parametro zero, l’Inter ha rinforzato ancora di più la propria rosa affidandosi completamente alle scelte del proprio tecnico.

Non tutti gli acquisti però riescono a soddisfare a livello di prestazioni e spesso si rivelano occasioni sprecate. Emblematico è il caso di Christian Eriksen che non ha mai convinto il tecnico leccese nonostante il popolo nerazzurro abbia acclamato l’arrivo del Danese a Milano. Per quanto riguarda i nuovi acquisti però (tralasciando i ritorni dai prestiti di calciatori come Nainggollan e Perisic), sicuramente l’elemento che è andato a stravolgere gli equilibri e si sta imponendo a suon di gol e buone prestazioni è Achraf Hakimi, l’esterno marocchino arrivato dal Real Madrid per ben 40 milioni di Euro. In prestito al Borussia Dortmund, proprio Hakimi aveva condannato l’Inter nello scontro ai gironi dell’edizione 2019/2020 della Champions League, segnando una doppietta. Da quel momento, un’operazione portata avanti in sordina da parte di Piero Ausilio e Giuseppe Marotta ha portato l’esterno a Milano alla corte di Conte. Hakimi si è subito imposto come un titolare fisso, sebbene abbia messo in mostra dei limiti in fase difensiva che ne hanno rallentato l’inserimento nel calcio italiano. Dopo un periodo di assestamento però, il Marocchino è diventato un elemento imprescindibile per Conte, sia in fase difensiva che in attacco, dove ha già fatto registrare la bellezza di 5 gol e 3 assist per i compagni. Un altro esterno che ha convinto nonostante le aspettative dei tifosi all’annuncio dell’acquisto è Matteo Darmian, arrivato in prestito dal Parma. Darmian si è subito messo a disposizione della squadra mostrando prestazioni solide, soprattutto in fase difensiva, ma anche in fase di attacco mettendo a referto assist importanti e segnando un gol nella fase a gironi della Champions League. Tanta corsa e sacrificio per il terzino Italiano, spesso sottovalutato per via del suo trascorso non idilliaco al Manchester United.

Se da una parte gli esterni non fanno rimpiangere le partenze di Candreva & Co., dall’altra alcuni elementi arrivati in estate non sono stati in grado di imporsi ancora come ci si aspettava. Su tutti, Arturo Vidal, giocatore esploso proprio sotto Conte ai tempi della Juventus, che dall’arrivo a Milano (parametro zero dal Barcellona) ha portato grinta e tanti palloni recuperati. Nonostante ciò, il Cileno non è ancora riuscito ad inserirsi al meglio. Al contrario, nelle ultime uscite ha commesso diversi errori che sono costati cari alla compagine nerazzurra. Basti pensare all’espulsione contro il Real Madrid per proteste in una partita fondamentale per i sogni europei dell’Inter, o ai due rigori causati sia in Champions che in campionato (l’ultimo contro il Crotone di Stroppa). Errori che sono costati il posto da titolare a Vidal, contestato dai tifosi e “bastonato” dalle parole del proprio tecnico. Un’altra pedina chiamata a comporre il trio difensivo ma che non ha brillato nè ha trovato spazio fin qui è Aleksandar Kolarov, terzino arrivato dalla Roma in cambio di un corrispettivo fisso di 1,5 milioni di Euro.

Kolarov sta soffrendo gli ampi spazi che il gioco di Conte lascia scoperti quando i due esterni non rientrano in fase difensiva ed è stato più volte pescato in fallo quando l’Inter ha subito gol, soprattutto nelle prime uscite dove i nerazzurri hanno subito tantissimo le incursioni avversarie. La titolarità non era un obiettivo per il Serbo, ma le poche presenze fin qui (complice anche una positività al COVID_19) sono indice delle difficoltà di adattamento del terzino ex-Manchester City e Roma. Nonostante l’esperienza del giocatore, il ritorno di Skriniar e l’esplosione di Bastoni hanno relegato Kolarov in fondo alle gerarchie del tecnico leccese. C’è infine un’altra pedina arrivata in contro-riscatto dal Genoa, Andrea Pinamonti, che non è riuscito a convincere (complici le sole tre presenze fin qui) Antonio Conte. L’attaccante è infatti il primo indiziato che dovrebbe lasciare il club in questa sessione di mercato invernale, così da liberare uno slot per un attaccante più esperto e che dovrebbe dare maggiori garanzie ad una squadra che lotta per ottenere uno scudetto che manca da più di dieci anni.

Se da una parte il popolo nerazzurro gioisce per le prestazioni dei propri esterni, dall’altra non digerisce ancora le scelte di Antonio Conte a centrocampo e in difesa. Il mercato invernale, provando a scommetterci su qualcosa e a meno di cessioni importanti, non potrà aggiungere molta qualità alla rosa a disposizione di Conte. Ecco perché starà al tecnico cercare di integrare al meglio quelle pedine che ancora non hanno trovato spazio e continuità sul campo. Solo la classifica finale darà ragione al tecnico e alla società o ai tifosi nerazzurri.

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