Milan-Juventus, uno scudetto al cardiopalma: consacrazione Chiesa, Hernandez è umano

Il Milan dopo ben 27 risultati utili consecutivi è caduto a San Siro per 1-3 contro una bella Juventus, che ha dimostrato di non esser finita nel dimenticatoio e che ancora tutto è in ballo. Il match che ha chiuso questo turno infrasettimanale è stato per certi versi avvincente ed equilibrato, con entrambe le squadre che sono state costrette a disputare la gara con varie assenze, alcune anche fondamentali e, nonostante ciò hanno dimostrato di meritare quelle posizioni nella parte alta della classifica. Tuttavia in molti non hanno considerato alcune peculiarità di questa grande sfida, visto l’equilibrio che c’è stato durante quasi tutti i 90’. Per non banalizzare il lavoro fatto dal Diavolo e dai bianconeri bisognerebbe fare un’analisi bene precisa sulla loro interpretazione della partita, tralasciando i vari errori arbitrali, perché quelle sono chiacchere da bar e non da testata giornalistica degna di questo nome.

Milan unito e determinato, ma l’umiltà e l’intelligenza portano al successo la Juventus

Sia Milan e Juventus hanno potuto raccogliere qualcosa di positivo dalla gara di ieri sera mettendo il risultato finale da parte. A volte nel calcio non conta solo vincere o perdere, altrimenti si banalizzerebbe questo sport, perché spesso conta come lo fai. Partiamo dai bianconeri, che hanno meritato di portare a casa i tre punti, ma non tanto per aver giocato meglio o per i numeri dei singoli, anche perché è stata una sfida equilibrata, piuttosto per l’approccio avuto sul campo, diretto sicuramente da Andrea Pirlo dalla panchina. La Vecchia Signora ha affrontato il Diavolo con molta umiltà, non sottovalutandolo e capendo anche il momento in cui doveva fare il gioco sporco, tentando di chiudersi per poi ripartire. Forse, dopo la partita col Barcellona, questa è stata la seconda miglior gara del club piemontese in questa stagione: ieri è venuta fuori la grinta, la determinazione e l’intelligenza di una squadra che ha lasciato qualche dubbio ad inizio stagione, ma come è normale che sia.

Dall’altra parte per il Milan non è tutto da buttare, perché dopo 27 risultati utili consecutivi è normale che prima o poi arrivi la sconfitta e, come detto prima, bisogna analizzare il modo in cui è arrivata. Perdere contro i bianconeri in una gara abbastanza equilibrata non è mai una colpa, inoltre il Diavolo ha dimostrato anche ieri di essere un gruppo compatto, devoto al sacrificio, con uno spirito di adattamento incredibile, tipico delle grandi squadre: Calabria ne è la dimostrazione. La mentalità e la determinazione nel gruppo di Pioli non mancano e lo hanno provato, cercando di pareggiare il risultato fino all’ultimo, mettendo in difficoltà varie volte la Juventus. Il cammino verso la fine del campionato è ancora lungo e sicuramente i rossoneri non molleranno, l’importante sarà non perdere la consapevolezza di poter stare tra le grandi, magari con qualche infortunio in meno e qualche innesto sul piano qualitativo in più per far respirare di più la squadra.

Milan-Juventus 1-3, è il match di Chiesa: primo scivolone per Theo Hernandez

La sfida tra Milan e Juventus è stata anche la consacrazione di Federico Chiesa, se così si può dire, anche perché non è la prima volta che il giovane talento disputi una grande gara: finora non ha mai fallito con i bianconeri, giocando sempre discretamente, impegnandosi al massimo per il gruppo. Se qualcuno si stesse ancora chiedendo se l’ex Fiorentina fosse da grande squadra, ieri è arrivata la risposta: l’esterno italiano è riuscito persino ad oscurare una bella partita di Cristiano Ronaldo, dimostrando di avere un grande impatto all’interno della Vecchia Signora, essendo un giocatore dinamico, veloce e dotato di ottima tecnica. Forse con Chiesa sono venuti fuori anche alcuni limiti difensivi di Theo Hernandez, che sino a questo momento non aveva mai deluso, riuscendo a fronteggiare anche altri esterni molto forti del campionato italiano.

Invece, per il terzino francese del Milan, quella di ieri è stata una serata da dimenticare, visti i vari errori in fase di copertura, specialmente sul numero 25 juventino. Tuttavia bisogna pur sempre considerare che fino a questo momento è la prima gara che sbaglia e iniziare ad attaccare un calciatore dopo grandi prestazioni sarebbe meschino, anche perché un giocatore deve essere valutato in base al percorso e non su un’unica prestazione. Theo Hernandez ha sempre mostrato di essere una delle armi principali del Diavolo: ora sicuramente tornerà a lavoro come ha sempre fatto, cercando di capire gli errori commessi e guardando avanti, per aiutare la propria squadra a raggiungere gli obiettivi preposti ad inizio stagione.

La gara tra Juventus e Milan ci ha insegnato tanto ed ha fatto comprendere che per parlare di scudetto è ancora troppo presto, soprattutto pensando di poter pronosticare un vincitore di questo amato campionato di Serie A. Il campionato di Serie A è ancora lungo, ci attendono giorni di grande spettacolo, ricchi di emozioni, perché tutto è ancora da scrivere.

Get in Touch

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Related Articles

Inter, mercato top o flop? Come i nuovi acquisti si sono integrati nella rosa nerazzurra

All’alba di una nuova sessione di calciomercato invernale, caratterizzata da una “austerity” imposta a tutti i club colpiti economicamente dalla pandemia di COVID19, urge...

Amore e odio: cosa significa tifare il Bari, la vecchia stella del Sud

Che fine ha fatto il Bari? Dove sono finiti i galletti biancorossi che infiammavano gli stadi di tutta Italia? Purtroppo il Bari negli ultimi...

Milan-Juventus, uno scudetto al cardiopalma: consacrazione Chiesa, Hernandez è umano

Il Milan dopo ben 27 risultati utili consecutivi è caduto a San Siro per 1-3 contro una bella Juventus, che ha dimostrato di non...

Get in Touch

22,046FansMi piace
0FollowerSegui
0IscrittiIscriviti

Latest Posts